coluzzi 100

Gli italiani e le piccole dolcezze del vivere

5 diverse Italie, 5 diversi modi di confrontarsi e sperimentare le piccole dolcezze del vivere

I mai contenti

Sono il tipo numericamente più piccolo, e si dichiarano i meno soddisfatti della propria vita, di cui fanno un bilancio negativo o catastrofico in quasi la metà dei casi: si salvano a stento, ma su livelli infimi, da un lato solo i valori e gli ideali in cui credono e, dall'altro lato, la famiglia (ma anch'essi solo in un caso su due). In quattro casi su cinque dichiarano di non essere davvero capaci di godere delle piccole dolcezze del vivere, per le quali emergono sentimenti ambivalenti, contraddittori: da un lato, il desiderio di averne di più, dall'altro l'aspirazione a non condividerle con altri o il rigetto esplicito. Proprio perché la vita è amara, cercano la dolcezza alimentare... e le mini gioie del dolce e del salato risultano salvifiche.

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Gli indifferenti

Sono un tipo contemporaneamente vasto e poco profondo: molto numerosi, ma privi di ogni connotazione psico-culturale rilevante. Si raccontano come assai scarsi di pregi e di difetti, senza una personalità o con una personalità quasi irrilevante, inessenziali, ma non infelici, anzi: la percentuale di soggetti che affermano di essere realizzati è solo di poco inferiore alla media. Ciò non significa che escludano che la vita possa essere migliore se ricca di piccole dolcezze: per quasi due terzi lo ipotizzano, ma certo non desiderano offrirle o regalarle ad altri, murati come sono nel proprio freddo egoismo.

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I Q.B.

Come dice la definizione i Q.B. - i Quanto Basta - sono un tipo intermedio tra gli estremi: né molto felici né molto infelici, né assai favorevoli né contrari alle piccole dolcezze del vivere, né ricchi né poveri. Sono il frutto di precise scelte esistenziali e in primo luogo valoriali, oltre che di una personalità moderata che rifugge da ogni polarizzazione e dagli opposti estremismi. Rappresentano un'Italia attiva e generosa, seria e moderata, che testimonia un modello di felicità basato non sugli eccessi, ma sulla misura, in quanto capaci di godere delle micro felicità e di usarle per migliorare la qualità della vita (propria e altrui).

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I cuorcontenti

Al secondo posto della classifica della soddisfazione esistenziale, si connotano per essere espressione dell'Italia medio e medio-alta più avanzata: vivono soprattutto al Nord e in Toscana/Umbria/Marche (sia nei comuni minori sia, all'opposto, nelle metropoli). Risultano al primo posto per amore dei piccoli piaceri della vita, rivendicati e attuati con pacato edonismo, a partire dalla passione per il mangiare e il bere bene. Al secondo posto anche nelle classifiche della felicità complessiva, della capacità di godere delle piccole dolcezze del vivere e dell'apprezzamento della microfelicità interstiziale, in particolar modo per quanto riguarda le donne.

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I wow

Sono senza alcun dubbio il gruppo più e meglio realizzato e soddisfatto della propria vita, di cui propongono un bilancio non solo positivo, ma addirittura entusiastico. Determinante è la personalità: positiva, forte, ricca, articolatissima, massimamente apprezzata dagli altri e da sé, con intensi valori e ideali. Questo tipo è un professionista della happiness sia maggiore sia minore, grazie a una vera e propria vocazione personale, addestrata da molti "maestri" sin dall'infanzia e poi esercitata quotidianamente con rallegrante impegno.

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Cento anni di Colussi

Colussi si è dedicata per cento anni a creare, produrre, commercializzare prodotti buoni e genuini che forniscono non solo un apporto nutritivo, ma anche piccoli piaceri in ogni momento della giornata.

Perciò in occasione di questo importante anniversario ha pensato di dedicare l’attenzione, attraverso una ricerca commissionata all’istituto AstraRicerche, agli aspetti che nell’alimentazione ed in tanti altri ambiti incidono positivamente sulla gioia di vivere, migliorano la qualità dell’esistenza delle persone e consentono loro di godere momenti di microfelicità.

Attraverso i dati di questa indagine demoscopica sarà possibile scoprire qualche italianissimo “segreto”: infatti, malgrado tanti problemi, restiamo un paese prevalentemente felice (per il 41% molto felice), nel quale è stato anche possibile individuare 5 Italie, ovvero cinque tipi diversi di persone nei quali si articola il paese: alcuni poco soddisfatti, altri entusiasti delle loro vita e ricchi di grandi e piccole fonti di felicità.

Ne emerge un’Italia in cui la microfelicità è patrimonio soprattutto dei bambini e delle donne (il triplo rispetto agli uomini), più dei poveri rispetto ai ricchi e più dei residenti nei piccoli comuni del Sud. In generale è la sera il momento che offre più occasioni di piccole felicità, in quanto più libera da impegni.

Quest’analisi ha messo gli italiani allo specchio spingendoli però a guardare avanti, a protendersi verso il futuro.

Con lo stesso spirito Colussi vive il suo centesimo compleanno: soddisfatto della sua storia, ma soprattutto orientato al suo secondo centenario, ai prossimi cent’anni di piccole dolcezze del vivere da offrire agli italiani e a molti stranieri.

Dalla ricerca emergono quindi 5 diversi modi di confrontarsi e sperimentare le piccole dolcezze del vivere: dai Mai Contenti, che si concedono qualche micro felicità per rendere più sopportabile la vita day by day, fino agli entusiasti e quasi narcisistici WOW.